Qualcosa sta cambiando… (Scattata con instagram)
pretty much, yup.
Il mini-concerto di Caparezza al Concerto del 1° maggio 2012
I terremoti accadono. Anche gli tsunami. Non è colpa nostra se accadono. Ma perché a queste tragedie dobbiamo aggiungere dei disastri causati da noi stessi? È criminale questa ignoranza di quanto è avvenuto nel passato, l’economia deve essere al servizio della gente, e non viceversa.
(Joseph Stiglitz)
Mermaid
ink, pen, watercolor
Since I’ve Been Loving You - Led Zeppelin (di OzWho)
Camera a sud - Vinicio Capossela (di airugo)
Che sudati è meglio
e il morso è più maturo
e la fame è più fame
e la morte è più morte
sale e perle sulla fronte
languida sete avara
bellezza che succhi la volontà
dal cielo della bocca
bocca bacio di pesca che mangi il silenzio
del mio cuore
E mia madre quanta bontà nei suoi sguardi pieni di affetto, quanto amore nelle sue cure, quanta assidua volontà di lavoro! Si alzava all’alba, preparava la bisaccia del marito, rassettava la casa, curava i figli e poscia con faticosa lena si dava al lavoro, sicura di guadagnare i suoi 40 centesimi prima del tramonto.
Quanta pazienza deve avere una madre nell’allevare i suoi figli! Il bimbo piange, strilla a più non posso e la mamma fa tutti i tentativi per tranquillizzarlo e spesso non vi riesce; gli da la poppa, no; gli da del pane, lo butta; gli da il balocco, lo rompe; lo pone a sedere per terra, si rotola nel fango; lo corica nella culla, si butta giù, e la mamma pazienza, lo bacia, lo vince coll’amore.
Eppure ho inteso da certi uomini dire: «Eh sono femmine e basta!» quale disprezzo massimo per le donne. Taci fellone: la femmina è la madre dell’uomo, la femmina è la moglie dell’uomo, senza di essa non vi è vita. La femmina è la figlia dell’uomo senza di essa non vi è padre contento; e finalmente la femmina è sorella dell’uomo e senza di essa non vi è fratello contento, ne famiglia contenta.
Pensa a quanto scrisse Guerrazzi: «rispettare la donna poiché sua madre fu tale» e se questo rispetto non senti profondamente in tè, impugna l’aratro e zappa la terra, tu non meriti sorte migliore.
Carmine Crocco (da autobiografia)